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Il crocifisso “rinnegato”
Francesca — Mer, 04/11/2009 - 20:28
Ha fatto tanto scalpore la notizia di pochissimi giorni fa, quando a Strasburgo, la Corte ha comunicato, tra l’incredulità della gente italiana, che i crocifissi nei luoghi pubblici devono essere tolti! Il caso è stato sollevato da una cittadina italiana originaria della Finlandia, che nel 2002 aveva chiesto all'istituto frequentato dai suoi due figli, di togliere i crocifissi dalle aule. A nulla, in precedenza, erano valsi i suoi ricorsi davanti ai tribunali in Italia. Ora i giudici di Strasburgo le hanno dato ragione: la Corte europea dei diritti dell'uomo ha previsto che il governo italiano dovrà pagare alla donna un risarcimento di cinquemila euro per danni morali. La sentenza, rende noto l'ufficio stampa della Corte, è la prima in assoluto in materia di esposizione dei simboli religiosi nelle aule scolastiche Secondo la Corte di Strasburgo, infatti, la presenza del crocifisso nella loro aula ( e quindi in tutti i luoghi pubblici) costituisce "una violazione dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni" e una violazione alla "libertà di religione degli alunni".
La questione ha sollevato un vespaio di polemiche non solo per noi cristiani-cattolici, ma anche per la gente che nel crocifisso vede anche solo una questione di tradizione, cultura, storia!
L’Europa praticamente rinnegando il Cristo rinnega la sua origine!
Il nostro governo ha presentato ricorso, facendo notare che l’Italia è legata a questo “simbolo” innocente e che fa parte della nostra cultura e tradizione. Il Vaticano definisce “miope e sbagliata” la sentenza, e si dice “stupito e rammaricato”. L’immagine del crocifisso che evoca amore, misericordia, tolleranza, pietà e nel caso dei cristiani “risurrezione e gloria”, per alcuni è simbolo di tristezza, orrore, disgusto e fa addirittura paura!
Tutto questo mi sembra ridicolo…anche se è più forte il senso di ingiustizia!
Ma cosa ha a che vedere il crocifisso con la politica? Che diritto ha una corte di decidere questo genere di cose? Mi auguro che non sia l’inizio di una vera “demonizzazione del Sacro”…sembra assurdo! Spero che mi farete sapere come la pensate voi….magari sono io esagerata…perciò vi invito caldamente a commentare questa notizia che ci tocca particolarmente.
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- I DOMENICA DI AVVENTO - 29 novembre 2009
2 anni 24 settimane fa - Crocifisso "perturbatore": questione di buon senso!
2 anni 27 settimane fa - Il crocifisso
2 anni 28 settimane fa - iniziativa interessante a proposito....
2 anni 28 settimane fa - Bellissima!
2 anni 31 settimane fa - Davvero un bell'articolo,
3 anni 6 settimane fa - Messaggio di Magdi Cristiano Allam
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Crocifisso "perturbatore": questione di buon senso!
Piero — Mar, 10/11/2009 - 00:38Credo proprio si tratti di una questione di buon senso che, ovviamente, non alberga nelle menti dei giudici di Strasburgo. Questi - dando ragione a una cittadina italiana di origine finlandese – hanno affermato che l’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche italiane viola i diritti dei due figli della signora Lautsi, li «perturba emozionalmente».
Come ha scritto un autorevole giornale, sarebbe bene avvertire la signora, qualora tornasse in Finlandia, di chiedere al suo Paese natale di cambiare la bandiera nazionale, dove figura una croce blu su fondo bianco..........
E che dire, aggiungo io, dello studio della storia dell'arte italiana che si basa sull'iconografia religiosa? Direi di abolire anche quella, non possiamo avere sulla coscienza la moralità dei figli della signora!?!
Bastano queste considerazioni paradossali per capire come, per qualunque persona di buon senso, la croce a scuola (o sulla bandiera) non è uno strumento di proselitismo religioso, ma il simbolo di una storia plurisecolare che, piaccia o no, non avrebbe alcun senso senza il cristianesimo: il crocifisso esprime in questo caso una cultura e una tradizione, diventa cioè anche un simbolo laico! La laicità non è neutra o vuota, ma si fonda sulla vita reale della società che è piena di una pluralità di valori, ed il crocifisso, nella società italiana, è uno di essi!
Un popolo ha diritto di essere se stesso e la giusta accoglienza per chi proviene da altre civiltà, il rispetto nei loro confronti, non può annullare questo diritto!
Resta comunque una sentenza che ci provoca amarezza come italiani e come italiani che credono, e produce danni enormi perchè contribuisce a radicalizzare il confronto tra le frangie fondamentaliste (e a volte ipocrite) laiche e cattoliche. Il che non giova a nessuno!
A noi credenti, che aderiamo intimamente a quel simbolo, non resta che lottare con l'unica arma che Cristo ( e la sua croce) ci ha insegnato: l'AMORE.
Il crocifisso
Luigi — Gio, 05/11/2009 - 12:51Ero sicuro che tu avresti scritto qualcosa in proposito.
Comunque, non sono meravigliato dalla circostanza che la politica si occupi di questi argomenti; ci siamo fin troppo abituati, ma in questi casi, assistiamo ad esternazioni come la seguente:
“Sono venuti qui ed ora vogliono comandare”.
Io non credo che la visione di un crocifisso possa arrecare danni morali, ma neanche che Cristo venga rinnegato solo perché potremmo non vedere più un crocifisso esposto in un luogo aperto al pubblico.
Molto più semplicemente, ritengo che bisognerebbe avere il senso della misura e disporre di una buona dose di tolleranza.
Sono convinto che in un luogo dove l’attività principale o lo scopo per cui questo si frequenta non è il culto, poco importa ciò che è o non è esposto.
E’ evidente che le considerazioni a cui tutto ciò si presta sono innumerevoli, ma quante di queste sarebbero ispirate dal proprio egoismo e quante da un puro senso di ospitalità, tolleranza, misericordia?
Se provassimo a riflettere su qualche passo dei Vangeli, poi cosa diremmo?
L’affermazione:
“Non c'è nulla fuori dell'uomo che entrando in lui possa contaminarlo; sono le cose che escono dall'uomo quelle che contaminano l'uomo”(Marco 7: 15 e Matteo 15: 11) cosa ti suggerisce?
E l’altra: «Padre, perdona loro, perchè non sanno quello che fanno» (Lc 23,34) cosa suscita in te?
Vi abbraccio