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Libertà di morire!
Anthony — Dom, 08/02/2009 - 12:27

Se è vero che ognuno può decidere se vivere o morire, è altrettanto vero che ognuno non può essere obbligato ad uccidere una persona.
Il caso di Eluana Englaro interroga ciascuno di noi perché è una condizione in cui tutti ci possiamo trovare (...).
La battaglia di "libertà" che sta portando avanti il padre di Eluana (o chi per lui), Giuseppe Englaro, sembra però non tenere conto anche della libertà di un medico di dire NO all'uccisione di una persona.
Se il sig. Englaro ha scelto quale sia la sorte della propria figlia, ebbene nessuno può impedirgli di portare a termine la SUA volontà (ammesso che SUA sia riferito ad Eluana). Chi crede nella sacralità della vita, come i cristiani, può solo dire con forza che il Sig. Englaro sta sbagliando; di certo nessuno lo può obbligare con la forza a non uccidere sua figlia: la legge è dalla sua parte! (e qui mi chiedo: "ma come è possibile?")
Al contempo però, se un medico crede nella sacralità della vita, non può essere costretto da una sentenza a fare ciò che nel suo cuore ritiene essere una cosa sbagliata! E questo sempre in nome della "Libertà di scelta", per cui il Sig. Englaro dice di combattere.
Con tutto il rispetto che si deve avere per la famiglia Englaro e per la disgrazia che l'ha colpita, una domanda però mi sorge spontanea: perché il Sig. Beppino Englaro non si assume le sue responsabilità e non mette fine di propria mano alla vita di Eluana, invece di delegare ad altri l'ingrato compito? Se alcuni vogliono essere liberi di far morire, altri non possono essere liberi di far vivere?
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Messaggio di Magdi Cristiano Allam
Francesca — Mar, 10/02/2009 - 22:40Mi ha colpito molto e lo condivido in pieno.
Voglio condividerlo con tutti voi:
Cari Amici,
Oggi celebriamo il funerale della nostra umanità e della nostra civiltà. Facciamoci vicendevolmente le condoglianze. Siamo tutti morti dentro. Non abbiamo più né cuore né mente. Ci odiamo al punto da idolatrare la morte anziché amare la vita, elevando a conquista di civiltà il diritto all’eutanasia. Che orrore l’Italia sgomenta, impotente, indifferente, terribilmente entusiasta per l’esecuzione della condanna a morte di Eluana Englaro. Assassinata da crudeli carnefici che l’hanno privata dell’acqua e del cibo che non neghiamo ai cani e ai gatti che affollano le nostre case e le nostre città. Che tutte le campane d’Italia suonino a morto. Che in tutte le chiese riecheggi il mea culpa di tutti noi peccatori.
Mentre il Dio della Misericordia e dell’Amore abbraccia in Cielo Eluana risorta dalla sua croce, noi vaghiamo nel nulla come corpi sospesi nella follia suicida e omicida che rinnega l’anima e ci paragona ad un’auto da rottamare. Perdonaci Eluana. Dio abbi pietà di noi. Illuminaci con la tua grazia affinché il martirio di Eluana ci faccia riscoprire la fede nella sacralità della vita che ci hai dato e che disprezziamo, che è in noi e che non vediamo, che noi siamo e che rinneghiamo. Noi ti abbiamo ucciso Eluana con la nostra ignavia, il nostro silenzio, la nostra tergiversazione, il nostro cinismo, la nostra disumanità. Eppure solo il tuo perdono dall’alto dei Cieli potrà salvarci dal baratro della morte interiore a cui noi poveri e spietati mortali ci siamo condannati.
Magdi Cristiano